l’importanza dell’acqua

L’importanza dell’Acqua per la salute umana

Un buono stato di salute è caratterizzato da una corretta idratazione. L’uomo è composto per il 60% da acqua, la donna per il 55%.

L’Acqua è un alimento fondamentale per sentirsi in salute; numerose sono, infatti, le funzioni svolte da questo elemento nel corpo umano e basta un leggero stato di disidratazione per causare:

    • Riduzione delle funzioni mentali e del controllo motorio;
    • Aumento della stanchezza;
    • Diminuzione delle prestazioni atletiche;
    • Ridotta tolleranza allo stress;
    • Diminuzione della capacità di mantenere la pressione sanguigna;
    • Riduzione della capacità di regolare la temperatura corporea;

Spesso questi stati di malessere sono ricondotti ad altre situazioni quando in realtà potrebbero essere dovuti solo ad uno stato di disidratazione dell’organismo. Una disidratazione del 2% determina l’alterazione del volume plasmatico, del 5% causa crampi muscolari, del 7% provoca una situazione di malessere generale, del 10% può causare un colpo di calore, fino a raggiungere la disidratazione del 20% con cui si arriva al coma e alla morte. Una situazione di disidratazione lieve ma costante e prolungata può sviluppare calcoli renali o tumore del colon.

Quindi l’acqua mantiene la pelle elastica e compatta, riduce l’effetto a “buccia d’arancia” ed è indispensabile per lo svolgimento delle reazioni biochimiche nel corpo, per la digestione, per l’assorbimento e per il trasporto dei nutrienti.

Per tutti questi motivi l’organismo umano può sostenere per diversi giorni una carenza di cibo ma non ha la stessa resistenza alla sete. La sete e l’attività renale sono, infatti, i meccanismi con cui il corpo umano regola il bilancio idrico e mantiene costante il contenuto di acqua.

Considerando che l’acqua è anche contenuta negli alimenti (frutta e verdura in particolar modo) è sufficiente berne otto bicchieri, nell’arco della giornata, per mantenere l’equilibrio idrico.

L’Acqua è anche un elemento fondamentale per dimagrire, perché porta al senso di sazietà, elimina le tossine che rallentano il metabolismo e induce la termogenesi, cioè la produzione di calore da parte dell’organismo, determinando, così, un aumento del tasso metabolico per un periodo di tempo limitato, inoltre, in seguito alla corretta idratazione, i muscoli lavorano meglio e quindi consumano più calorie.

In conclusione, bere la giusta quantità di acqua risulta indispensabile per raggiungere uno stato di salute e di benessere fisico e per ridurre la sensazione di stanchezza o affaticamento, ma associata alla dieta e all’attività fisica è anche un ottimo contributo per dimagrire e perdere peso.

Per conoscere la tua composizione corporea e il tuo stato di idratazione puoi richiedere una visita nutrizionistica o una consulenza in cui ti saranno forniti anche numerosi consigli alimentari per raggiungere il tuo peso forma ideale e il tuo stato di salute.

alimentazione dello sportivo

L’Alimentazione dello Sportivo: la dieta ideale per atleti

L’obiettivo di atleti e sportivi, sia agonistici che non, è di migliorare le loro prestazioni. A questo scopo si affrontano, quindi, allenamenti ed esercizi che sottopongono i muscoli a condizioni di stress.

Per sostenere i vari carichi di allenamento e per ottenere dal proprio corpo le risposte migliori occorre nutrirsi adeguatamente. L’alimentazione fornisce, infatti, l’energia utile a sostenere lo sforzo fisico e le proteine necessarie al recupero muscolare e alla sua “costruzione”. Eccedere nella quantità di carboidrati (per fornire energia) o proteine (per il recupero muscolare o l’aumento della massa muscolare) non è mai una strategia utile a raggiungere l’obiettivo, ma solo dannosa per l’organismo.

Oltre a ciò, alimentarsi correttamente, per uno sportivo, significa fornire al corpo le giuste quantità di vitamine e sali minerali, necessarie alle cellule per il corretto svolgimento delle reazioni biochimiche.

Le correnti di pensiero sono tante e numerosi sono i modelli alimentari proposti per gli sportivi; in questo campo vanno infatti molto di “moda” le diete iperproteiche, le quali apportano risultati in tempi brevi, ma consentono il recupero di tutto ciò che si è perso in tempi altrettanto brevi, oltre a causare diversi danni all’organismo se seguite per tempi prolungati.

Un’alimentazione corretta e sana prevede il giusto apporto di carboidrati (prima, durante e dopo la gara), di proteine e di grassi. Di fondamentale importanza per ottenere le massime prestazioni è che il corpo sia adeguatamente idratato, quindi oltre ai macronutrienti, l’acqua è un elemento fondamentale in campo sportivo. Un tessuto corporeo disidratato è un tessuto che non sta svolgendo al massimo le sue funzioni.

La quantità di ognuno dei macronutrienti è da valutare insieme a figure professionali esperte (biologo nutrizionista, medico, dietista), perché non esiste una dieta ottimale per tutti gli atleti, ma varia in base al tipo di sport praticato, alla frequenza degli allenamenti e al tipo di allenamento svolto e alla necessità o meno di intervenire su peso e composizione corporea. Solo queste figure professionali sono in grado e possono fornire consigli alimentari.

Il piano alimentare stilato per un atleta deve:

  • Rispettare gli standard nutrizionali, deve quindi essere equilibrato e bilanciato;
  • Essere individualizzato, cioè basato sul fabbisogno giornaliero di energia;
  • Risultare adattabile, soprattutto a chi pratica sport i cui allenamenti sono molto diversi (in termini ad esempio di tipologia e di quantità).

Durante una visita nutrizionistica potrai conoscere la tua composizione corporea e valutare l’andamento dei tuoi allenamenti, riceverai i consigli alimentari che ti permetteranno di migliorare le tue prestazioni sportive e potrai richiedere l’elaborazione di un piano alimentare adatto alla tua attività fisica.

dieta in gravidanza

La Dieta in Gravidanza: come nutrirsi in dolce attesa

La Gravidanza è un momento importante nella vita di una donna. Il suo corpo è sottoposto ad una serie di alterazioni e modificazioni e spesso si cercano in rete le informazioni per prendersi cura del proprio bambino fin dai primissimi mesi.

Le informazioni che circolano sono però troppe e spesso non fanno che confondere le idee della gestante, che nella maggior parte dei casi termina la ricerca con una maggiore confusione. Molti sono i dubbi che la donna si pone riguardo l’alimentazione da seguire durante la gravidanza e il peso che deve raggiungere nel corso di questi 9 mesi. A volte, preoccupate dal peso in eccesso o dalla paura di non rientrare nel peso forma, si ricorre a “diete”, per perdere i chili di troppo, durante la gravidanza, ma non c’è niente di più sbagliato, così come non risulta corretto e salutare “mangiare per due”.

La gravidanza richiede sicuramente un maggior dispendio energetico per il corpo della donna e quindi un aumento delle calorie necessarie a soddisfare le funzioni dell’organismo; questo incremento deve però essere graduale e controllato da figure esperte (biologi nutrizionisti, medici e dietisti). Seguire un’alimentazione corretta in questo periodo aiuterà la futura madre ma consentirà anche e soprattutto lo sviluppo corretto del bambino.

Nell’arco dei nove mesi occorre quindi seguire delle linee guida generali, basate sulla Dieta Mediterranea, che tengono conto dei gusti e delle abitudini della gestante e che sono in grado di soddisfare le esigenze del feto e del neonato durante la gravidanza e durante l’allattamento.

Richiedendo una consulenza alimentare, potrai ricevere i consigli che ti aiuteranno a non superare l’aumento ponderale previsto durante la gravidanza; potrai anche richiedere una Visita Nutrizionistica per stilare un piano alimentare sulla base del modello Mediterraneo per variare correttamente gli alimenti e garantire al feto tutti i nutrienti essenziali per il suo sviluppo.

dieta mediterranea

La Dieta Mediterranea: gli effetti benefici per l’organismo

Il termine “dieta” non deve far pensare ad una privazione o ad una restrizione di alimenti che comporta necessariamente dei sacrifici. In realtà “dieta” vuol dire modo di vivere, corrisponde quindi al regime alimentare adottato che per essere salutare deve risultare equilibrato, bilanciato e sano.

Queste tre caratteristiche sono proprie della Dieta Mediterranea, ossia uno stile di vita includente ed equilibrato, che comprende tutti gli alimenti senza esclusioni e si basa su un’alimentazione onnivora, varia e ricca di fibre, in cui si dà anche la giusta importanza ai metodi di cottura degli alimenti.

I cibi presenti in questa dieta sono: pane, pasta, riso, cereali, legumi, verdura, frutta, olio di oliva (EVO), carne, uova, pesce, latticini. Il segreto consiste nell’alternarli, abbinarli e cucinarli correttamente.

Oltre a consentire di seguire uno stile di vita salutare e di raggiungere e mantenere il peso forma, la Dieta Mediterranea è l’unica in grado di prevenire numerose malattie (cardiovascolari e metaboliche e alcune forme di tumore).

Le indicazioni che permettono di seguire questo modello alimentare sono racchiuse nella Piramide Alimentare, alla cui base è inserita l’attività fisica che è fondamentale nel mantenimento dello stato di salute:

piramide alimentare

piramide alimentare

Eseguendo una visita nutrizionistica riceverai i consigli che ti aiuteranno a seguire agevolmente le linee guida alimentari previste dalla Dieta Mediterranea o potrai seguire un piano alimentare giornaliero e utilizzare queste informazioni per raggiungere il tuo peso forma ideale, per mantenerlo e per migliorare la tua composizione corporea.

bioimpedenziometria

Bioimpedenziometria: a cosa serve il test e come eseguirlo

Il test bioimpedenziometrico, eseguito durante la prima visita nutrizionistica e durante i successivi controlli, permette di valutare la composizione corporea e i suoi cambiamenti in seguito al programma alimentare adottato.

La bioimpedenziometria è una delle analisi maggiormente accreditate e valide nell’ambito della diagnostica nutrizionale. Questa metodica si basa sulla capacità dei tessuti ricchi di acqua (tessuti magri) di condurre l’elettricità, mentre i tessuti grassi e ossei oppongono una resistenza maggiore al passaggio della corrente. Lo strumento misura anche i valori di reattanza che indicheranno l’integrità delle membrane biologiche e la massa cellulare.

Grazie ai valori di resistenza e reattanza misurati dallo strumento si possono ottenere informazioni importanti, tra cui:

  • Massa Magra: massa cellulare e massa extracellulare;
  • Massa Grassa: grasso essenziale e tessuto adiposo;
  • Metabolismo Basale a Riposo: la quantità di energia necessaria a svolgere le varie funzioni dell’organismo;
  • Acqua Corporea Totale e la sua distribuzione intra ed extra-cellulare: una corretta idratazione e distribuzione intra-extra cellulare è essenziale affinchè tutte le funzioni dell’organismo vengano svolte al meglio;
  • Scambio Na/K: per valutare la corretta comunicazione e quindi funzionalità cellulare.

La tecnologia utilizzata è quella al momento più attendibile per determinare la composizione corporea tramite il test bioimpedenziometrico. Durante la visita è, infatti, svolto il test con lo strumento BIA 101 Akern, che permette di eseguire:

  • l’analisi convenzionale: il software, sulla base dei valori di resistenza e di reattanza ottenuti, ricava le stime di massa grassa, massa magra, massa muscolare e di acqua totale, intra ed extracellulare, utilizzando delle equazioni. Questi valori sono quindi solo delle stime, dipendenti da algoritmi e dal peso corporeo.
  • l’analisi vettoriale: consente di ottenere la visualizzazione grafica dei valori di resistenza e reattanza, indipendentemente dal peso corporeo e dalle equazioni.

L’interpretazione di entrambi i risultati consentirà di valutare l’andamento del piano alimentare, di capire se la variazione del peso sia dovuta ad un reale dimagrimento e di validare i risultati della BIA convenzionale.

Il test è rapido e per nulla invasivo: si esegue distesi sul lettino e si applicano due elettrodi sulla mano e altri due elettrodi sul piede; il passaggio della corrente non si avverte o dà solo una leggerissima sensazione di formicolio sul dorso della mano o del piede.

Per ottenere risultati attendibili il test bioimpedenziometrico deve essere eseguito in posizione orizzontale per consentire un’equa distribuzione dell’acqua nel corpo, senza risentire della forza di gravità che altrimenti richiamerebbe parte dei liquidi verso il basso.

Determinare la composizione corporea è essenziale per seguire l’andamento del piano alimentare, ma è anche utile per seguire l’andamento di un programma di allenamento o di recupero da un infortunio.

visita nutrizionistica

La visita nutrizionistica: come si svolge e a cosa serve

“Mangiare senza giudizio quando si è sani, significa costruire la propria malattia.
Mangiare senza giudizio quando si è ammalati, significa nutrire la propria malattia.”

– Ippocrate

L’alimentazione, assieme all’attività fisica e all’astensione dal fumo, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie, ad esempio consente di prevenire le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e l’osteoporosi.

Eseguire una visita nutrizionistica ti permetterà di prevenire queste malattie, imparando a scegliere gli alimenti giusti e a limitare o evitare il consumo di quelli nocivi alla tua salute.

Per seguire un’alimentazione corretta è necessario conoscere il proprio fabbisogno energetico che però varia nel corso della vita e dipende da diversi fattori:

  • dall’attività fisica (persone che svolgono lavori “fisici” hanno un fabbisogno maggiore rispetto a quanti svolgono lavori da ufficio);
  • dallo stile di vita (chi pratica regolarmente attività fisica necessita di maggior energia rispetto a quanti conducono una vita sedentaria);
  • dalle caratteristiche individuali (la statura, la corporatura ecc.);
  • dall’età.

Ognuno di questi fattori viene valutato da una figura esperta, cioè dal Biologo Nutrizionista che, durante la prima visita, calcolerà il fabbisogno energetico tenendo conto di quanto esposto in precedenza e stilerà, di conseguenza, un piano alimentare adatto alle esigenze del paziente.

Durante la prima visita si procede con:

  • l’ascolto delle motivazioni che hanno indotto il/la paziente ad eseguire la visita e si valutano eventuali richieste da parte del paziente;
  • l’intervista alimentare: il/la paziente espone le proprie abitudini alimentari, elencando le preferenze e i propri gusti alimentari;
  • la determinazione di peso, altezza e BMI (o indice di massa corporea);
  • la valutazione antropometrica: si misura la circonferenza di polso, braccia, torace, vita, addome, fianchi, gambe e caviglie;
  • la misurazione impedenziometrica: BIA ASE 101 è lo strumento che permette di calcolare, tramite 4 elettrodi, la resistenza e la reattanza. I valori di resistenza e reattanza indicheranno delle stime di massa grassa, massa magra, massa muscolare, cellule metabolicamente attive, metabolismo basale a riposo e contenuto di acqua totale, intra ed extra-cellulare; questa metodica consente anche di ricavare un grafico che permetterà di valutare, di volta in volta, l’idratazione del soggetto e l’andamento dei risultati ottenuti seguendo il piano alimentare assegnato.

Eventuali condizioni patologiche devono essere riferite durante la visita insieme alla diagnosi medica; in questo caso seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata aiuterà a migliorare i risultati previsti dalla terapia assegnata dal medico e ad eliminare più velocemente i metaboliti, favorendo così l’azione dei farmaci. Il piano alimentare sarà stilato sulla base di quanto riferito nel corso della visita e consegnato nell’arco di 10-14 giorni.

Le Intolleranze Alimentari

Si sente sempre più spesso parlare delle intolleranze alimentari e sempre più persone si sentono dire di essere intolleranti a una varietà di alimenti, tanto da generare in loro gran confusione su cosa poter mangiare e cosa no.

Bisogna innanzitutto fare chiarezza e distinguere le intolleranze alimentari dalle allergie alimentari.

Le Allergie Alimentari sono delle reazioni dell’organismo dovute all’assunzione di allergeni. Alcuni alimenti, in alcuni individui, possono comportarsi da allergeni e scatenare perciò una vera e propria risposta immunitaria verso queste sostanze.

Le Intolleranze Alimentari sono invece delle reazioni intestinali ad uno o più alimenti, generalmente legate alla quantità di alimento. Più spesso si assume l’alimento in questione, più si diventa intolleranti ad esso.

Ultimamente si sono diffuse le intolleranze al Glutine e al Lattosio. Il glutine è una proteina presente nel grano; in mancanza dell’enzima in grado di scindere questa proteina, nell’intestino si manifestano delle reazioni avverse e infiammatorie. Il lattosio è invece uno zucchero contenuto nel latte che deve essere suddiviso in glucosio e galattosio dall’enzima lattasi; se questo enzima non è presente nell’intestino o è in quantità insufficienti, parte del lattosio può non essere scissa e quindi lo zucchero potrebbe causare gonfiore, diarrea, flatulenza e dolori addominali.

Ma qual è la causa dell’aumento dell’incidenza delle intolleranze?

La risposta sta nella qualità del grano e del latte che consumiamo.

Il grano che si consumava fino a più o meno 50 anni fa apparteneva alla cultivar Cappelli; questa varietà di grano è poi diventata poco produttiva ed è stata sostituita con la cultivar Creso. La varietà Creso è una pianta “nana”, più produttiva, più semplice da coltivare ma è anche molto più ricca di glutine. Di conseguenza, noi assumiamo quantità di glutine superiori a quelle dei nostri nonni e maggiori di quelle che possiamo scindere. Tutto questo causa le fastidiose reazioni infiammatorie dell’intestino.

Il consumo di latte vaccino è invece un argomento molto controverso. Molti articoli dimostrano l’utilità nello sviluppo dell’essere umano di questo alimento e molti altri ne elencano i danni per la salute. Il latte può causare intolleranza nel momento in cui l’enzima lattasi non sia presente in quantità tali da scindere il lattosio. In questo caso, i disturbi si verificano a seguito di un consumo eccessivo di latte e latticini; spesso, infatti, persone intolleranti a questo alimento riescono ad assimilare yogurt e formaggi stagionati, perchè il lattosio è in parte o completamente scisso dai batteri.

Ma il lattosio non è l’unico responsabile dell’intolleranza verso il latte. In questo alimento sono presenti anche delle proteine (in quantità maggiori rispetto a quelle del latte umano) che causano una reazione avversa, come ad esempio caseina, lattoglobuline e lattoalbumine che scatenano una risposta immunitaria e sono quindi causa di una vera e propria allergia.

La soluzione, per evitare fastidi e sensazioni di malessere, è di alternare, quindi, quanto più possibile i cibi e di seguire un’alimentazione varia ed equilibrata.

In presenza di fastidi come gonfiori, pesantezza, dolori addominali, crampi addominali, stipsi o diarrea affidatevi ad una Nutrizionista per ricevere consigli utili ad equilibrare la vostra alimentazione che ti consentiranno di ridurre e eliminare queste sensazioni di malessere.

Dott.ssa Francesca Leucci